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Napoli possiede un patrimonio artistico immenso: chiese, monumenti, piazze e strade...

Qui suggeriamo tre possibili itinerari nel centro storico della città dove il Barocco si innesta sul tracciato della Grecia antica e di Roma, visitando il Monastero di Santa Chiara, la chiesa del Gesù Nuovo e il Duomo.

DECUMANO INFERIORE

Palazzi nobiliari, attività artigianali di antica tradizione e chiese celeberrime costellano il primo segmento del decumano inferiore: "Spaccanapoli".
La passeggiata inizia a Piazza del Gesù, divenuta una delle maggiori di Napoli grazie all'opera di singoli Signori e soprattutto grazie ai Gesuiti, i quali, dal XVII secolo, fecero realizzare la chiesa del Gesù Nuovo, gli Oratori e la guglia settecentesca. Incamminandosi per via Benedetto Croce si possono ammirare palazzo Filomarino, la facciata settecentesca della chiesa di Santa Marta (XIV sec.), la chiesa di Santa Chiara (1340) ed il suo incantevole Chiostro Grande, meravigliosamente maiolicato. Palazzo Mazziotti, palazzo Venezia e palazzo Carafa della Spina accompagnano il viandante a Piazza San Domenico Maggiore. Quest'ultima, salotto di grandissimo richiamo nel Rinascimento, è mirabilmente dominata dalla omonima basilica, la cui costruzione iniziò nel 1283 per volere di Carlo II d'Angiò, e dal cinquecentesco e più volte rimaneggiato palazzo Corigliano. La guglia, posta al centro della piazza, fu voluta dai padri domenicani, quale segno di ringraziamento dopo la peste del 1656, e la sua realizzazione terminò nel 1736 per opera di Domenico Antonio Vaccaro. A monte di Piazza San Domenico Maggiore c'è la suggestiva e misteriosa cappella Sansevero, al cui centro è custodito il magnifico Cristo Velato del Sammartino. Oltrepassata la statua del Corpo di Napoli e la chiesa di Sant'Angelo a Nilo, che conserva anche un rilievo di Donatello, l'itinerario prosegue lungo via San Biagio dei Librai, il secondo segmento di Spaccanapoli. Quest'ultimo, costellato di splendidi palazzi nobiliari, come palazzo di Panormita, palazzo Carafa di Montorio, palazzo Carafa Santangelo, e antiche chiese (chiesa di San Nicola a Nilo, chiesa dei Santi Filippo e Giacomo, Divino Amore), ospita il magnifico palazzo cinquecentesco del Monte di Pietà e taglia via Duomo. Dopo aver incrociato via Duomo, il decumano inferiore, via Vicaria Vecchia per un breve tratto, si divide ed il suo ramo principale, Via Forcella, conduce a Porta Nolana, realizzata alla fine del XV secolo per sostituire la porta più antica ed arretrata che si trovava nell'attuale piazza Calenda.

DECUMANO SUPERIORE

L'itinerario lungo il decumano superiore inizia al largo di Regina Coeli, con la chiesa di Santa Maria Regina Coeli, voluta alla fine del XVI secolo dalle monache lateranensi agostiniane, e prosegue intraprendendo la fila di strade che, con nomi diversi, rappresentano l'ossatura del decumano. Il monastero di Santa Maria di Gerusalemme, fondato nel cinquecento, la splendida Farmacia settecentesca dell'Ospedale degli Incurabili (XVI secolo) conducono all'inizio del secondo segmento: l'Anticaglia.La strada, stretta e suggestiva, è tagliata da due archi che in origine erano parte integrante del collegamento fra il teatro romano ed un edificio termale. La chiesa di San Giuseppe dei Ruffi della prima metà del seicento si trova nel largo che segna l'incontro fra il decumano superiore e via Duomo. Prima di proseguire lungo l'antico tracciato non si può fare a meno di immergersi nei tesori dell'edificio angioino, che, oltre gli innumerevoli ambienti architettonici e le opere d'arte, offre anche un percorso archeologico di grande importanza, dal momento che il Duomo fu innalzato sul sito della basilica paleocristiana di Santa Restituta (di rito romano) e su quello della basilica paleocristiana di Stefania (di rito greco).Via Donnaregina da il nome al successivo segmento del decumano ed omonime sono due chiese di grande bellezza, una seicentesca e l'altra del XIV secolo. Sempre lungo via Donnaregina si può ammirare anche il palazzo Arcivescovile, sorto nel 1289 e l'antichissima chiesa dei Santi Apostoli. Via Carbonara si stende nel fossato fuori le mura, il Fosso Carbonario, che nel primo secolo del millennio era il punto di raccolta di ogni sorta di rifiuto della città medioevale. Non meraviglia, quindi, che questa zona divenne presto luogo di giostre e tornei spesso di grande ed efferata violenza, e non bastò la fondazione della chiesa di San Giovanni a Carbonara nel 1342, e tantomeno la nascita nel 1383 della piccola chiesa di Pietatella,  a mettere fine ai "giochi". Solo nel XV secolo l'area si urbanizzò completamente, anche grazie all'edificazione della chiesa di Santa Caterina a Formiello ed all'ampliamento della cinta muraria, voluto dagli aragonesi, in cui si aprì la nuova Porta Capuana.

DECUMANO MAGGIORE

Fra Spaccanapoli e l'Anticaglia si stende il decumano maggiore, detto anche medio proprio per la sua posizione.La passeggiata inizia alla seicentesca porta extramoenia di Port'Alba, a cui si oppone, nello spazio di pochi metri, una porta aperta su Piazza Bellini. La piazza ha al suo centro le mura greche del IV secolo a.C. ed è dominata da uno fra i palazzi nobiliari napoletani più interessanti, per l'originale sovrapposizione di elementi rinascimentali e barocchi: palazzo Firrao. All'inizio del Trecento fu edificata una delle opere più pregevoli dell'architettura angioina: la chiesa di San Pietro a Maiella, nel cui convento si stabilì nel XIX secolo l'omonimo e famoso Conservatorio di Musica. A Piazza Miraglia la chiesa della Croce di Lucca testimonia l'esistenza di un notevole complesso conventuale del Seicento.Via Tribunali, cuore palpitante del decumano maggiore, è caratterizzata dallo stile elegante della rinascimentale cappella Pontano; dalle linee austere della chiesa di Santa Maria Maggiore, detta anche della Pietrasanta in ricordo di antichissime leggende popolari dell'Alto Medioevo; dai barocchismi della chiesa del Purgatorio ad Arco; dall'irresistibile scenografia dello scalone e del cortile ovale di palazzo Spinelli; dal solo esempio napoletano di edificio civile di epoca angioina: il palazzo di Filippo d'Angiò. L'agorà greca prima, ed il foro romano poi, animarono l'attuale Piazza San Gaetano, centro di interessi ed edifici pubblici anche nel Medioevo, dove alla fine dell'VIII secolo fu fondata la chiesa di San Paolo Maggiore, con la sua magnifica sagrestia affrescata dal Solimena e da poco restaurata. Visita obbligata e dal fascino irresistibile è quella alla chiesa di San Lorenzo Maggiore, una delle più mirabili opere dell'architettura gotica dell'Italia meridionale. Gli scavi, a cui si accede dal chiostro della chiesa, regalano l'emozione di passeggiare nella vitalissima e magica Napoli greco-romana. Prima di proseguire lungo il decumano maggiore è inevitabile lasciarsi rapire da uno dei suoi cardines: via San Gregorio Armeno, sintesi ineguagliabile di arte ed artigianato, con l'omonimo convento fondato nell'VIII secolo.Via Tribunali, superata piazza San Gaetano, conduce, passando per il largo dove sorge la chiesa dei Girolamini, affrescata da Luca Giordano, e tagliando via Duomo, nella piazzetta Riario Sforza. Qui domina la guglia dedicata a San Gennaro dopo l'eruzione del 1631 e si apre il Pio Monte della Pietà, che conserva il dipinto realizzato dal Caravaggio quando soggiornò a Napoli per la prima volta. Proseguendo si ammirano l'Ospedale della Pace (XVI secolo), con la chiesa di Santa Maria della Pace e palazzo Ricca in cui si trova l'Archivio Storico del Banco di Napoli.Il percorso termina a Castelcapuano, il castello le cui origini sono incerte e che divenne, insieme a Castelnuovo, residenza dei sovrani angioini. Fu con la dinastia aragonese che Castelcapuano perse ogni funzione militare e si trasformò in animata sede di feste e banchetti, per divenire infine la sede dei Tribunali del vicereame.

 

 

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